{"id":588,"date":"2016-03-08T19:27:47","date_gmt":"2016-03-08T19:27:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fierasanpancrazio.it\/sito\/?p=588"},"modified":"2016-03-08T19:27:47","modified_gmt":"2016-03-08T19:27:47","slug":"100-vedanesi-visitano-labbazia-di-morimondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fierasanpancrazio.it\/sito\/100-vedanesi-visitano-labbazia-di-morimondo\/","title":{"rendered":"100 vedanesi visitano l&#8217;Abbazia di Morimondo"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif;\">Bellezza e semplicit\u00e0. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif;\">Ecco il binomio che ha caratterizzato la visita compiuta la scorsa domenica 28 febbraio presso l\u2019abbazia S. Maria di Morimondo, alla scoperta di un luogo, in cui ogni scelta architettonica, ogni elemento decorativo, ogni particolare stilistico \u00e8 pensato e realizzato con un preciso fine simbolico e con lo sguardo rivolto costantemente verso Dio. Tutto ci\u00f2 che appare agli occhi del monaco, \u00e8 concepito per accompagnarlo quotidianamente nel percorso di una scelta di vita regolata da preghiera, lavoro, studio. La vita comunitaria dei monaci doveva ricalcare l\u2019esempio evangelico e cos\u00ec anche gli spazi di vita e preghiera comune erano pensati e creati per ribadire questa conformit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif;\">L\u2019abbazia di S. Maria di Morimondo \u00e8 un\u2019abbazia cistercense, situata a pochi chilometri da Milano, al confine con il territorio di Pavia. Le origini della sua storia sono da ricercarsi in epoca medievale: il giorno 4 ottobre 1134 un gruppo di monaci fondatori, provenienti dalla casa-madre di Morimond, in Francia, ospitato inizialmente a Coronate, sceglie il luogo per la costruzione del monastero e vi si trasferisce l\u201911 novembre 1136, molto probabilmente nel cenobio, che a quell\u2019epoca si ipotizza essere gi\u00e0 stato parzialmente costruito e reso abitabile. Come indicato nei consuetudinari cistercensi, anche a Morimondo la prima comunit\u00e0 era costituita da dodici monaci alla guida di un abate: chiaro rimando alla prima comunit\u00e0 cristiana composta dai dodici apostoli sotto la guida di Ges\u00f9.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif;\">L\u2019edificazione della chiesa, intralciata da numerose traversie amministrative inizia nel 1182, per terminare ben pi\u00f9 di cent\u2019anni dopo, nel 1296. Lo stile dell\u2019edificio sacro si connota gi\u00e0 verso il gotico, per la precisione gotico lombardo, con l\u2019utilizzo della volta a crociera ogivale. La struttura presenta otto campate, conferendo a Morimondo una maestosit\u00e0 che la contraddistingue rispetto ad altre chiese abbaziali pi\u00f9 piccole; nella navata centrale le volte a crociera sono a base rettangolare, ad ognuna delle quali corrispondono campate laterali quadrate. La scelta dei mattoni a vista dona alla struttura una bellezza maestosa, pur nella sua estrema semplicit\u00e0. L\u2019asimmetria e la diversit\u00e0 caratterizzano tutti gli elementi strutturali dell\u2019edificio: le colonne coi loro basamenti, i capitelli, le costole delle volte a crociera, non tutti uguali e simmetrici fra loro, ricordano al monaco ed al fedele che li osserva quanto la realt\u00e0 dell\u2019uomo sia imperfetta, ma nello stesso tempo dimostrano che, nonostante la diversit\u00e0 dei singoli elementi e dei singoli particolari architettonici e decorativi, l\u2019insieme crei la realt\u00e0 di un corpo imponente e splendido. Ecco il richiamo ad un insieme di individui diversi e unici fra loro, chiamati a costituire un\u2019unica Chiesa unita nell\u2019amore verso Dio. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif;\">Il coro ligneo, luogo di orazione, pur essendo un\u2019opera rinascimentale (fu realizzato nel 1522) si inserisce perfettamente nello spirito della chiesa abbaziale, con le sue incisioni rappresentanti valori spirituali e simboli di preghiera.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif;\">Tutto il corpo del monastero \u00e8 edificato su pi\u00f9 piani a ridosso di un avvallamento. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif;\">Ogni ambiente ha una precisa e studiata collocazione, dettata dallo scopo ad esso destinato, in base ad uno schema tradizionale e costante. La sala capitolare, per esempio, \u00e8 posta sul lato est, il lato della virt\u00f9 del \u201cdisprezzo di s\u00e9\u201d che ricorda al monaco di non chiudersi in se stesso confidando unicamente sulle proprie forze. Vi si accede scendendo tre gradini rispetto al livello del chiostro, a voler significare la necessit\u00e0 di spogliarsi di sentimenti di superbia e troppa stima di s\u00e9. Secondo luogo pi\u00f9 importante dopo la chiesa, la sala capitolare accoglieva i monaci per essere istruiti dall\u2019abate, per leggere i capitoli della Regola, qui venivano eletti i nuovi abati, venivano ammessi i candidati al noviziato, veniva decisa la fondazione di una nuova abbazia e si compiva la confessione pubblica dei peccati commessi contro la Regola. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif;\">Sul lato ovest, rivolto verso l\u2019alba, il lato della virt\u00f9 dell\u2019amore verso il prossimo, trovano collocazione ambienti che avevano contatto con l\u2019esterno, per l\u2019accoglienza ai pellegrini e agli infermi, mentre il lato nord, quello che ricorda la virt\u00f9 dell\u2019amore per Dio, accoglie il sedile della <\/span><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif;\"><i>lectio<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif;\">, dove i monaci si dedicavano al raccoglimento, alla meditazione e alla preghiera.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif;\">La vita del monaco non era occupata solo dalla preghiera e dall\u2019attenzione al prossimo, ma anche dal lavoro, sotto-forma di studio e di attivit\u00e0 agricola. Luogo di fondamentale importanza per la vita del monastero era lo <\/span><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif;\"><i>scriptorium. <\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif;\">Qui trovava occupazione chi era esperto nella lunga e laboriosa preparazione delle pergamene, utili per la realizzazione dei preziosi codici, a cui si dedicavano gli amanuensi e i miniatori. Anche nella particolare arte della trascrizione di testi sacri e liturgici, lo stile cistercense \u00e8 caratterizzato da una redazione severa, leggibile, con decorazioni sobrie, ancora una volta in perfetta coerenza con l\u2019ideale incarnato nella Regola monastica.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif;\">Alle esigenze quotidiane in costante crescita, in concomitanza con l\u2019ingrandirsi del monastero e con l\u2019incremento del numero dei monaci, si faceva fronte grazie alla presenza delle cosiddette <\/span><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif;\"><i>grange <\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif;\">o aziende agricole, connotate da una particolare struttura organizzativa, che si diffuse nella pianura padana, proprio grazie al lavoro dei cistercensi.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif;\">Dopo la visita al monastero, di ritorno nella chiesa abbaziale \u00e8 d\u2019obbligo soffermarsi davanti ad uno dei pochi affreschi presenti a Morimondo: \u201cMadonna con bambino e san Giovannino tra i santi Benedetto e Bernardo\u201d della Scuola di Bernardino Luini, datato 1515. Esso si inserisce nel ciclo di opere che caratterizzano l\u2019evoluzione artistica a Morimondo del periodo rinascimentale. L\u2019affresco era situato nel chiostro a fianco della porta della chiesa, ora si pu\u00f2 ammirare nel transetto destro a fianco della scala del dormitorio. Simbolo della devozione mariana dei cistercensi, che dedicano alla Madre di Dio tutte le loro chiese, considerandola modello per eccellenza del contemplativo e canale diretto che unisce gli uomini a Dio, esso rappresenta, oltre a Maria col bambino, anche Benedetto e Bernardo, figure cardine nella storia e nell\u2019esperienza del monachesimo cistercense; nella parte pi\u00f9 bassa dell\u2019affresco, sono simbolicamente rappresentate le quattro virt\u00f9 cardinali.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif;\">Il nostro cammino si conclude qui.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif;\">Tutta l\u2019architettura cistercense \u00e8 espressione della spiritualit\u00e0 dell\u2019ordine. Nella bellezza delle linee essenziali troviamo il rimando al rigore che contraddistingue la vita del monaco. La chiesa abbaziale come il complesso monastico si presentano come un libro aperto, in cui rapporti geometrici, simboli, proporzioni e scelte architettoniche si sono fatti strumenti che permettono di volgere la mente e l\u2019anima a Dio. Il richiamo al Vangelo e all\u2019attenzione della Regola monastica trasudavano da ogni pietra e da ogni spazio, in questo luogo, che potremmo definire \u201ccasa di Dio e dell\u2019uomo\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif;\">Vedano Olona, 6.03.2016<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Bookman Old Style', serif;\">Sarah Q.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bellezza e semplicit\u00e0. Ecco il binomio che ha caratterizzato la visita compiuta la scorsa domenica 28 febbraio presso l\u2019abbazia S. 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