I bambini animano la festa iniziale della Fiera di San Pancrazio

Tanti danzano
altri cantano
I tanti giovani animatori si occupano dei più piccoli
pronti per il lancio dei palloncini… eravamo in tantissimi, nonostante le nuvole
e di nuovo a far festa
largo alle danze e GRAZIE A TUTTI, perchè la festa continua.

“Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita”

XII FIERA DI SAN PANCRAZIO –  11-19 MAGGIO 2019

Tutti navighiamo nell’attraversata della vita mossi da una promessa di felicità che abita nel nostro cuore. Ma poi, gli imprevisti e le paure di ogni giorno ci rendono insicuri, specialmente quando la meta non è certa. La paura dell’ignoto e dello sconosciuto pare essere l’esperienza più comune del nostro tempo. Pensiamo di essere esperti costruttori di relazioni, a casa, a scuola, sul lavoro, aneliamo a superare le divisioni, eppure non siamo capaci di vero dialogo, sopraffatti da pregiudizi e stereotipi che ci fanno ripiegare su noi stessi. Sogniamo grandi ideali, eppure ci accontentiamo di una vita tranquilla e confortevole dove tutto deve essere sotto il nostro controllo. I più arditi desiderano appartenere a qualcuno o a qualcosa, eppure temono di perdere la loro libertà. Dunque desideriamo navigare nel mare della vita e tuttavia abbiamo paura di lasciare il nostro porto sicuro.

Esiste  qualcuno o qualcosa capace di superare le nostre paure e di attirarci verso acque aperte, limpide, cristalline che i nostri cuori ricercano più di ogni effimera soddisfazione momentanea?

A partire da questa domanda nasce il titolo della XII Fiera di San Pancrazio, tratto dall’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, in particolare dall’epitaffio di George Gray

“Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita”

Masters presenta le iscrizioni incise sulle lapidi dell’immaginario cimitero di Spoon River, attraverso le quali emerge la realtà quotidiana della provincia americana con le sue piccole gioie, le sue passioni, i suoi drammi, le sue ipocrisie. Ogni defunto, infatti, non avendo più nulla da perdere, racconta la propria vita e i propri errori con assoluta sincerità.

L’epitaffio di George Gray costituisce uno dei vertici emotivi della raccolta: è un lamento, colmo di rimpianto, per non aver saputo vivere la vita, come una barca che non ha mai preso il largo. Nonostante avesse «fame di un significato», George ha ceduto alla paura: paura dell’amore, del dolore, dell’ambizione. Così ha conosciuto «la tortura dell’inquietudine e del vano desiderio» che segna l’esistenza di coloro che non hanno il coraggio di «alzare le vele e prendere i venti del destino». «Dare un senso alla vita può condurre a follia»: la follia di una ricerca non esaudita, certo, ma anche la follia dell’anticonformismo e della libertà, la follia della coraggiosa contrapposizione ai condizionamenti che l’ambiente culturale, sociale, educativo talvolta impone ai giovani, mortificandone le aspirazioni e i talenti più veri.

La Fiera sarà come sempre un luogo di incontro e di dialogo a partire dalla “domanda di significato” e dalla “fame” di risposta che ci appartiene. In questo cammino saremo accompagnati da ospiti e amici che ci aiuteranno a riflettere e condivideranno i nostri dubbi, le nostre fatiche, sempre tenendo desta la ricerca della felicità al fine di imparare a vivere pienamente il nostro tempo.

Invitiamo quindi tutti a partecipare alle conferenze e agli spettacoli, a visitare le numerose mostre allestite e a condividere le opportunità educative e culturali della settimana.

Vi saranno alcune novità organizzative e logistiche, ma siamo certi che ogni cambiamento porta con sé novità belle, se vissute con adesione piena e consapevolezza.

Il programma è pronto e verrà diffuso a breve, come di consueto, nel mese di marzo.

A tutti l’invito alla lettura della poesia…….

Per il Consiglio Direttivo Associazione Fiera di San Pancrazio

Walter Cortellari                                                                                          

George Gray

    Molte volte ho studiato

    la lapide che mi hanno scolpito:

    una barca con vele ammainate, in un porto.

    In realtà non è questa la mia destinazione

    ma la mia vita.

    Perché l’amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;

    il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;

    l’ambizione mi chiamò, ma io temetti gli imprevisti.

    Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.

    E adesso so che bisogna alzare le vele

    e prendere i venti del destino,

    dovunque spingano la barca.

    Dare un senso alla vita può condurre a follia

    ma una vita senza senso è la tortura

    dell’inquietudine e del vano desiderio —

    è una barca che anela al mare eppure lo teme.

(da Antologia di Spoon River di E. L. Masters)